Illustrazione in stile giapponese stile Ukiyo-e versione POP di Netsuke (根付), minimalista, con elementi correlati e colori tenui su sfondo beige.

Netsuke
根付
Il Netsuke è una piccola scultura giapponese tradizionalmente usata per fissare oggetti alla cintura del kimono, unendo utilità e arte raffinata.

▣ Cos’è esattamente un Netsuke giapponese e qual era il suo scopo originale?

I Netsuke sono piccole sculture tridimensionali, tipicamente in legno o avorio, che hanno avuto un ruolo fondamentale nella moda e nella vita quotidiana del Giappone Edo. Poiché il tradizionale kimono non aveva tasche, gli uomini dovevano appendere i loro effetti personali – come tabacco da pipa, medicine o sigilli – a una cordicella fissata all’obi (la cintura).

Il Netsuke serviva da contrappeso per impedire che questi oggetti cadessero, bloccando la corda dietro la cintura. Erano quindi un oggetto tanto pratico quanto esteticamente prezioso, veri e propri gioielli funzionali.

▣ Quando sono nati i Netsuke e qual è stato il loro periodo d’oro?

I Netsuke hanno iniziato a diffondersi in Giappone nel XVII secolo, raggiungendo il loro apice durante il periodo Edo (1603-1868). In quel periodo, l’urbanizzazione e una nuova classe mercantile portarono a un’esplosione della moda e dell’espressione personale, rendendo questi piccoli oggetti indispensabili accessori di stile e status.

▣ Quali materiali venivano usati per creare i Netsuke e quali erano i più pregiati?

La varietà di materiali era sorprendente: dal legno, come il bosso e il cipresso, all’avorio (spesso proibito oggi per la sua provenienza etica), al corno, all’ambra e persino al guscio di tartaruga. I Netsuke in avorio e quelli in legno particolarmente dettagliati erano considerati tra i più preziosi, ma ogni materiale conferiva un carattere unico all’opera.

▣ Quali soggetti venivano più frequentemente rappresentati nei Netsuke e avevano un significato?

I soggetti erano infiniti e spaziavano dagli animali del ciclo zodiacale giapponese a figure mitologiche e leggendarie, divinità beneauguranti (come i Sette Dei della Fortuna), scene di vita quotidiana e persino caricature umoristiche. Spesso ogni figura racchiudeva un simbolismo, un auspicio di buona sorte o un riferimento a una storia popolare.

▣ Qual è la differenza fondamentale tra un Netsuke e un Okimono?

La distinzione chiave sta nella funzione. Il Netsuke era progettato per essere indossato e aveva un foro (himotoshi) per la corda, mentre l’Okimono è una scultura puramente decorativa, destinata a essere esposta su una mensola o un tavolo. Spesso gli Okimono sono più grandi e non hanno il sistema di fissaggio del Netsuke.

▣ Come venivano fissati i Netsuke alla cintura del kimono?

Un Netsuke veniva appeso all’obi (la cintura del kimono) per mezzo di una cordicella che passava attraverso uno o due fori chiamati ‘himotoshi’. Ad una estremità della corda c’era un sagemono (come una borsa o una scatola inrō) e all’altra il Netsuke, che, posizionato sopra il bordo superiore dell’obi, impediva al sagemono di scivolare via.

▣ Perché i Netsuke sono considerati opere d’arte e oggetti da collezione di grande valore oggi?

Il loro valore deriva dalla maestria artigianale e dall’ingegno artistico richiesto per creare sculture così piccole e dettagliate. Ogni Netsuke è un microcosmo di arte, storia e cultura giapponese, spesso unico nel suo genere. La loro rarità e la squisita fattura li rendono ambiti dai collezionisti di tutto il mondo.

▣ Esistono Netsuke moderni o repliche che continuano questa tradizione artigianale?

Sì, anche se la funzione pratica è venuta meno con l’abbandono del kimono come abito quotidiano, l’arte del Netsuke è tutt’altro che morta. Numerosi artisti contemporanei creano Netsuke, spesso utilizzando tecniche e materiali tradizionali, ma con soggetti e interpretazioni moderne. Ci sono anche repliche e riproduzioni fedeli per chi desidera possedere un pezzo di questa affascinante arte.

Illustrazione in stile giapponese stile Ukiyo-e versione POP di Netsuke (根付), minimalista, con elementi correlati e colori tenui su sfondo beige.

▣ Curiosità

• Molti Netsuke, pur essendo piccoli, integravano un meccanismo intelligente per nascondere la cordicella, rendendola invisibile quando non utilizzata. Questo mostrava non solo l’abilità dell’artista ma anche la ricerca di eleganza nel design.

• Esistono Netsuke specifici chiamati “manju netsuke” (dal nome di un dolce rotondo giapponese) o “kagami netsuke” (Netsuke a specchio), che sono piatti o a forma di disco, spesso con un inserto metallico decorato. Rappresentano una categoria a sé, meno tridimensionale ma altrettanto ricca di dettagli.

• Il libro “La Lepre dagli Occhi d’Ambra” (“The Hare with Amber Eyes”) di Edmund de Waal ha reso i Netsuke celebri a livello mondiale, narrando la storia vera di una famiglia ebrea e della loro preziosa collezione di Netsuke, sopravvissuta alla guerra e alle persecuzioni.

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