Kendo (剣道)

▣ Cos’è il Kendo e cosa significa praticarlo oggi?
Il Kendo, che letteralmente significa “la via della spada”, è un’arte marziale giapponese moderna basata sulla scherma tradizionale dei samurai. Utilizza uno shinai (spada di bambù) e un’armatura protettiva (bogu) per simulare un combattimento, ma il suo cuore va ben oltre la competizione. Praticare Kendo oggi significa non solo affinare le abilità fisiche e mentali, ma anche coltivare la disciplina, il rispetto e la forza interiore, seguendo un percorso di miglioramento personale continuo e profondo.
▣ Come si è evoluto il Kendo dalle antiche tecniche dei samurai?
Il Kendo affonda le sue radici nelle scuole di scherma (kenjutsu) dei samurai del Giappone feudale. Per consentire un allenamento realistico ma sicuro, furono sviluppate spade di bambù (shinai) e armature protettive. Nel tempo, l’enfasi si è spostata dalla pura efficacia bellica allo sviluppo del carattere e della disciplina spirituale, culminando nella forma moderna di Kendo nel XX secolo come disciplina educativa e sportiva.
▣ Quali sono gli elementi principali dell’equipaggiamento di un kendoka e a cosa servono?
L’equipaggiamento di un kendoka è composto principalmente dal “bogu”, l’armatura protettiva. Include il “men” (elmo con griglia facciale), il “do” (corazza per il tronco), i “kote” (guanti protettivi) e il “tare” (protezione per i fianchi). Lo “shinai”, una spada fatta di listelli di bambù, è l’arma usata per colpire, mentre il “keikogi” e l'”hakama” sono gli indumenti tradizionali indossati sotto l’armatura.
▣ Qual è la differenza fondamentale tra Kendo, Iaido e Kenjutsu?
Mentre tutte e tre le discipline riguardano la spada giapponese, il Kendo è una pratica moderna di scherma con shinai e armatura, focalizzata su combattimenti e crescita personale. L’Iaido si concentra sull’estrazione rapida della spada (katana) e sul rinfodero, eseguendo forme (kata) senza un avversario diretto. Il Kenjutsu, invece, è l’arte marziale tradizionale originale di combattimento con la spada, spesso praticata con spade di legno (bokken) o vere, focalizzata sull’efficacia marziale pura.
▣ Quali sono i bersagli principali in un combattimento di Kendo?
Nel Kendo, i colpi validi (yuko-datotsu) possono essere inferti solo in aree specifiche del corpo protette dall’armatura. I bersagli principali sono: la testa (men), i polsi (kote), il tronco (do) e la gola (tsuki), anche se quest’ultimo è un colpo avanzato e meno comune. Ogni colpo deve essere eseguito con precisione, energia e un grido (kiai) che esprima lo spirito e la determinazione del kendoka.
▣ In che modo il Kendo va oltre il semplice sport e abbraccia una dimensione filosofica?
Il Kendo è impregnato di principi filosofici e spirituali radicati nel Bushido, il codice morale dei samurai. L’obiettivo non è solo vincere, ma coltivare la rettitudine, il rispetto, il coraggio, l’onore e la lealtà. Attraverso la pratica si impara a controllare l’ego, a perseverare di fronte alle difficoltà e a mantenere la calma sotto pressione, sviluppando il proprio carattere (ningen-keisei) e la propria consapevolezza.
▣ Il Kendo è praticato solo in Giappone o ha una diffusione internazionale?
Assolutamente no! Il Kendo ha una diffusione globale straordinaria. È praticato in oltre 60 paesi in tutto il mondo, con federazioni attive in ogni continente. L’International Kendo Federation (FIK) organizza ogni tre anni i Campionati Mondiali di Kendo, riunendo praticanti da ogni angolo del globo e dimostrando la sua popolarità e la sua risonanza culturale ben oltre i confini giapponesi.
▣ Qual è l’importanza del “Reigi” (etichetta) nella pratica del Kendo?
Il “Reigi”, o etichetta, è fondamentale nel Kendo e ne permea ogni aspetto, dal momento in cui si entra nel dojo fino alla fine dell’allenamento. Include il saluto (rei) all’inizio e alla fine, la cura dell’equipaggiamento, il rispetto per il sensei e per i compagni di pratica. Non è solo una formalità, ma un modo per esprimere rispetto, umiltà e gratitudine, elementi essenziali per la crescita personale e per l’armonia all’interno della comunità del dojo.
▣ Curiosità
• Il suono unico del Kendo, un misto di colpi, passi e “kiai” (grida che esprimono lo spirito del combattente), è così distintivo che esiste un termine specifico, “Kiai-gamae”, per descrivere l’atteggiamento mentale e fisico di massima prontezza che si manifesta anche acusticamente.
• L’armatura “bogu” è un prodotto di artigianato complesso, con parti imbottite e cucite a mano che possono richiedere centinaia di ore di lavoro. Non è solo protezione, ma un simbolo di tradizione e dedizione, e se ben curata, può essere utilizzata per decenni, diventando un cimelio personale.
• Nonostante l’immagine marziale, i praticanti di Kendo utilizzano spesso una piccola tasca interna nell’hakama per portare un “tenugui” (fazzoletto di cotone) che serve non solo ad asciugare il sudore, ma anche come sottocasco sotto il “men” (l’elmo), spesso decorato con proverbi o motti significativi che riflettono lo spirito del Kendo.
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